Castellina Scalo, presentato il progetto di Street Poster Art tra presente e futuro

«Credo che una buona Amministrazione debba conservare il passato ma anche andare nel futuro», ha detto il primo cittadino Raffaella Senesi. Il progetto, che non a caso racchiude Vol. 1 nel nome, ha tutta l'aria di voler crescere, con l'obiettivo di coinvolgere maggiormente le scuole e i privati cittadini in un dialogo aperto e consapevole sul contemporaneo. Iniziative come questa si collocano, in Val d'Elsa, in un panorama ben più ampio

 
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Questa mattina siamo stati al Palazzo dell'Accoglienza di Castellina Scalo, nel Comune di Monteriggioni, per ascoltare in anteprima la presentazione del progetto "Percorsi in Comune Vol.1". L'iniziativa, ideata e curata da Gaia Pasi con il patrocinio dell'Amministrazione comunale di Monteriggioni, ha coinvolto sei street artist che durante l'estate si sono cimentati nella realizzazione delle opere d'arte che hanno donato un nuovo volto alla frazione. Questa sera, dalle ore 19.00, con la Notte dell'Arte anche i cittadini potranno conoscere meglio le idee e gli artisti che si nascondono dietro ai lavori.

Sono intervenuti Gaia Pasi, curatrice del progetto ed esperta di arte contemporanea, Massimo Mattioli, critico d'arte, e Raffaella Senesi, sindaco di Monteriggioni. Erano presenti anche Benedetto Cristofani, Pierluigi Pagni e Jacopo Pischedda, tre degli autori coinvolti, che si sono prestati a rispondere alle domande degli alunni delle classi quarta e quinta della scuola primaria “G. Rodari” di Castellina Scalo, attenti e curiosi osservatori.

Le opere sono state tutte realizzate utilizzando poster di carta preparati precedentemente, disegnati a mano o stampati al plotter, senza quindi l'uso di bombolette spray. Sono stati attaccati agli edifici con una miscela di colla vinilica e acqua che diventa trasparente e che protegge i murales dalle intemperie.

"Percorsi in Comune Vol.1" è un progetto che coniuga con grande equilibrio una serie eterogenea di stili e di tematiche. Le "grandi questioni" come la pace tra i popoli, la sopraffazione delle lobby e la corruzione, l'esistenza, le nostre radici culturali e la difficoltà a relazionarsi in un mondo "più social che sociale" vengono affrontate senza banalità, secondo lo stile e la simbologia che caratterizza e con cui si esprime ogni artista. Come ha giustamente osservato Massimo Mattioli questa mattina, l'interesse dimostrato dai bambini è la prova che la street art ha trovato qui la sua piena realizzazione. Nasce infatti in spazi urbani periferici, spesso degradati, e affronta fatti scomodi con un linguaggio moderno, autentico, democratico. Spinge chi osserva a porsi delle domande e a riflettere, costringe a guardare quello che spesso non si vuole vedere.

«Credo che una buona Amministrazione debba conservare il passato ma anche andare nel futuro», ha detto il primo cittadino Raffaella Senesi. Il progetto, che non a caso racchiude "Vol. 1" nel nome, ha tutta l'aria di voler crescere, con l'obiettivo di coinvolgere maggiormente le scuole e i privati cittadini in un dialogo aperto e consapevole sul contemporaneo. Iniziative come questa si collocano, in Val d'Elsa, in un panorama ben più ampio in cui esempi felici come WalldElsa, Dots, Local art walls e Graffiti urbani hanno già ampiamente dimostrato il valore dell'arte urbana, dal punto di vista artistico, ma anche sociale.

1 - Jacopo Pischedda

I personaggi realizzati dall’artista senese rappresentano due corpi umani che assumono sembianze di animali per rivelare il vero volto della civiltà, dove l’uomo vuole il potere assoluto e, nella società moderna, cerca di ottenerlo con ogni mezzo. Con queste caratteristiche, I due uomini disegnati e vestiti elegantemente, con giacche e cravatte, sono a piedi nudi per simboleggiare la connessione tra il mondo dei vivi e quello dei morti e il loro volto è trasfigurato con quello di un coccodrillo, simbolo dell’ipocrisia e dell’ingordigia, e di un avvoltoio, simbolo dell’avidità e della morte.

2 - Benedetto Cristofani

L’intervento di Benedetto Cristofani rappresenta il viaggio inteso come passaggio da una situazione esistenziale a un’altra e come occasione o circostanza dopo la quale non si è più quelli che eravamo prima di partire. Con questo spirito, le persone in caduta sui muri della stazione ferroviaria simboleggiano il passaggio tra le diverse realtà e i vari momenti dei quali si compone la vita degli uomini, allontanandosi dalle proprie case, dai propri affetti e dalle proprie sicurezze.

3 - Blub

Sulla facciata del Circolo Arci di Castellina si trova l'opera finora più grande realizzata da Blub per il suo ciclo di ricerca "l'arte sa nuotare". I soggetti da lui rappresentati sono vere e proprie icone dell'arte, come Dalì, la Venere di Botticelli, la Dama con l'ermellino, che si trovano a "immersi" nel difficile mondo della comunicazione oggi. Tentano di non annegare con l'utilizzo di una maschera da sub, come a voler dire che i capolavori fondanti della cultura sopravvivono. Altre sue installazioni si trovano sparse per la frazione.

4 - Colette Baraldi

Le opere di Colette Baraldi interessano gli arredi urbani di Castellina Scalo, come le pensiline del bus, sui quali l'artista realizzerà una cascata e due mani protratte verso il cielo dai colori della pace, per simboleggiare l'unione e l'affiatamento tra i popoli, tra i gruppi di lavoro e tra ogni singolo essere umano. La mano dell'artista toccherà anche le pensiline delle biciclette a noleggio, dove verranno realizzate una serie di piccoli volti bianchi e neri, per ricordare il rispetto e l'importanza dell'essere umano andando oltre il colore della pelle verso la strada che porta alla pace e al rispetto reciproco.

5 - Clet

Sono circa 50 i cartelli stradali fra il Castello di Monteriggioni e Castellina Scalo che hanno un nuovo volto grazie alla creatività e all'ironia di Clet Abraham per evidenziare con comicità la funzione autoritaria dei cartelli stradali. 

6 - Pierluigi Pagni

L’opera “Putti Tv Color” che colora la facciata dell’ex cinema raffigura una serie di angioletti paffuti che porgono dei colorati televisori spenti ed è realizzata con acrilici, colla Vinavil e acqua. Con la sua opera, l’artista senese ha voluto richiamare l’attenzione sulla spiritualità piuttosto che consegnare la mente e il corpo ai messaggi promossi dalle televisioni.

Alessandra Angioletti

Pubblicato il 6 ottobre 2017

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