Con Walld’Elsa cambia forma il Parcheggio del Vallone. Ecco alcune foto

Il parcheggio del Vallone, da anni ormai sotto accusa perché considerato un luogo abbandonato e degradato, si è trasformato in una specie di museo all’aria aperta, in cui giovani street artist di fama nazionale hanno realizzato le proprie opere. E’ successo venerdì e sabato scorsi a Poggibonsi, per la seconda tappa di Walld’Elsa, il progetto realizzato nell’ambito dell’educativa di strada Piglia Bene e sostenuto dalla Fondazione Territori Sociali Altavaldelsa

 
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Il parcheggio del Vallone, da anni ormai sotto accusa perché considerato un luogo abbandonato e degradato, si è trasformato in una specie di museo all’aria aperta, in cui giovani street artist di fama nazionale hanno realizzato le proprie opere. E’ successo venerdì e sabato scorsi a Poggibonsi, per la seconda tappa di Walld’Elsa, il progetto realizzato nell’ambito dell’educativa di strada Piglia Bene e sostenuto dalla Fondazione Territori Sociali Altavaldelsa.

Exit Enter, JamesBoy, Hoppn, Monograph, SKino, Insane, Forma, Cad310 sono gli artisti che si sono esibiti e che hanno coinvolto grandi e piccini.

«Prendere posto, farsi spazio, rendere bello, cambiare prospettiva, occupare gli spazi pubblici – aveva scritto pochi giorni fa il primo cittadino di Poggibonsi David Bussagli -. Un altro modo per includere, per prendere parte, per essere parte, per cambiare la città». Un concetto che l’Amministrazione conosce bene e che sta per essere rimarcato ancora di più con l’avvicinarsi della nuova edizione di DOTS – Down On The Street.

«Volevamo scrivere un nuovo capitolo della storia del parcheggio del Vallone – dice Matteo Ceccherini, coordinatore del progetto “Piglia Bene” per FTSA - coinvolgendo le diverse realtà che “vivono” quello spazio. E quindi i bambini e i genitori che frequentano il parco, i ragazzi, gli street artists che non  aspettavano altro che uno spazio per dipingere, le associazioni del territorio. Walld'Elsa è riuscita nell'impresa». Nelle due giornate sono stati undici gli artisti che hanno dipinto in vari spazi all'interno del parcheggio, mentre una ventina di giovani disegnatori del territorio hanno partecipato alla riqualificazione del terzo piano e almeno 50 tra bambini delle elementari e ragazzi delle medie hanno dipinto il muro esterno di oltre 40 metri. Complessivamente sono state oltre 200 le persone che hanno esplorato il parcheggio per osservare quello che succedeva. «Lasciamo a disposizione di tutti un ambiente rigenerato, una cornice unica in Valdelsa dove speriamo possano essere ospitate non solo automobili ma anche eventi e iniziative - dice Matteo Ceccherini - Per questo invitiamo tutte le associazioni e i gruppi formali e informali della Valdelsa a visitare il parcheggio e valutare di realizzare altre iniziative per continuare a scrivere con noi un'altra storia».

«Anche i parcheggi possono rifiorire – dichiara Andrea Dilillo, Direttore Generale di FTSA - Voglio ringraziare gli operatori di strada, il coordinatore e la nostra operatrice dell’ufficio progettazione che hanno motivato, sostenuto e facilitato il percorso, i ragazzi che hanno partecipato, gli writers che hanno contribuito ad elevare il livello artistico delle opere e l’Amministrazione Comunale che ha reso possibile la realizzazione dell’evento. I giovani, quando coinvolti, legittimati a partecipare e ascoltati  in un processo rigenerativo, ci hanno dimostrato che i beni pubblici possono essere valorizzati, sentiti come propri e rifiorire. Il seme è stato gettato ora occorre prendersene cura».

La mappa delle opere

Al piano terra quattro lavori: sulla sinistra appena entrati il muro di JamesBoy, direttore artistico dell'evento, accanto il muro di Eko (dalla Colombia) con Monograff (21 anni di Impruneta) che racconta l'equilibrio precario tra la natura incontaminata, rappresentata da Eko, e il “demone dello smog” di Monograff; nel parcheggio adiacente si trovano i due muri con gli scenari galattici e post-atomici di Argonaut (da Bologna) e il “pesce” di Forma (da Fucecchio) che accompagna i visitatori all'uscita pedonale sul lato del bar.

Al primo piano si trova il muro orizzontale di 25 metri realizzato dall'artista Hopnn e i due lavori di Cad310 (da Empoli) e, ad esorcizzare le paure, la balena blu di Monograff. Nel vano scale e sulle porte troviamo un lavoro di coppia  con una giovane artista di Staggia di vent'anni insieme ai testi di uno scrittore di Vinci. 

All'ultimo piano, dove abbiamo concentrato tutte le energie per cercare di riqualificare quella che era la zona più critica del parcheggio, ci sono: i due muri di Exit Enter insieme a Ni An, i lavori di Insane (da Pisa in angolo a destra) e Skino (da Colle angolo a sinistra), lo studio calligrafico di un altro giovanissimo artista di Siena ad incorniciare i riquadri più piccoli, dove hanno trovato spazio numerosi disegnatori, fra cui Silvia dei Pijama Party con i suoi “gattini spaziali” e Vittoria; Aldair (15 anni di Poggibonsi) si è preso il vano scale dell'ultimo piano.

Ad incorniciare il tutto sono stati i bambini di tutte le età insieme anche a molti genitori che sotto la guida delle operatrici di strada, hanno ridipinto il muro esterno lungo 40 metri con cuori, fiori, farfalle, tramonti e dichiarazioni di amore.

Fondamentale nel progetto è stato il supporto di Wild Elsa, grazie al quale è stato possibile rompere il silenzio del parcheggio ascoltando SECS DJ, il beat-box di Roby Titon Fasciano (17 anni) e il rap del Pinna (20 anni). Grazie a Local Art Walls, il progetto di Irene Guerini di Certaldo, che ha curato l'esposizione “Expectro sobre Sabanas” di JamesBoy e altri aspetti comunicativi dell’evento a cui ha contribuito anche l'associazione Tortuga di Poggibonsi. Fondamentale il supporto di Duebi Color, Pollino Centro Colori, Giotti Vernici e Ferramenta Dei per le vernici donate. «Grazie allo staff e a chi ci ha supportato – chiude Matteo Ceccherini - i volontari del servizio civile Cristina, Rossella, Marta, Jacopo e le ultime arrivate Irene e Lucia, Stefano Calvani di ChiantiSette che ha contribuito attivamente alla costruzione all'evento, la RADI CREW che da Radicondoli è venuta al Vallone a lavorare con noi. Grazie ai ragazzi di Staggia e Colle, con i quali abbiamo fatto i workshop e che sono venuti a sostenerci anche al Vallone. Grazie al Comune di Poggibonsi, ai tecnici, agli operai, all'ufficio cultura, agli assessori Nicola Berti e Milena Convertito, che insieme alla FTSA hanno creduto nel progetto fin dall'inizio».

Pubblicato il 11 giugno 2017

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