Il borgo di Linari riprende vita e inizia dal restauro della sua antica chiesa

L'amministrazione comunale ha stanziato 250mila per il restauro e la messa in sicurezza della chiesa di Santa Maria a Linari

 BARBERINO TAVARNELLE
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Ridare un'anima e ricreare la vita ad un bene culturale di elevato pregio sul piano architettonico e storico artistico. Con lo stanziamento di un primo fondo di risorse, pari a 250mila euro, il sindaco David Baroncelli fa emergere chiara la volontà di intraprendere un nuovo percorso di valorizzazione e recupero del borgo di Linari, uno dei più grandi gioielli architettonici della Toscana, centro di cultura etrusca e medievale. In particolare l'investimento, previsto dall’amministrazione comunale, è volto alla progettazione, alla ristrutturazione e alla messa in sicurezza della Chiesa di Santa Maria a Linari di origine medievale.

Si tratta dell'avvio di un lavoro ampio e complesso - spiega il sindaco David Baroncelli - che intende riqualificare l'edificio di proprietà comunale, apriamo un percorso che vuole anche stimolare l’intervento di interessi privati e investire su uno dei centri più belli della Valdelsa. Lo stanziamento del fondo pari a 250mila euro costituisce il primo passo cui ne seguiranno altri, una sfida complessa sulla quale è indispensabile un'azione di svolta che cercheremo di sostenere e affrontare reperendo e destinando risorse pubbliche, progettando gli opportuni interventi in accordo con gli enti preposti”.

Il Comune di Barberino Tavarnelle ha aperto un percorso di collaborazione con la Soprintendenza per i beni storici e architettonici di Firenze al fine di verificare la possibilità di rientrare in possesso di alcuni affreschi, staccati qualche decennio fa, che arricchivano le pareti interne della chiesa di Santa Maria a Linari. “Stiamo lavorando all'elaborazione di un progetto - continua il sindaco - l'intenzione è quella di continuare ad investire sulle potenzialità di questo luogo ricco di storia che abbraccia la Valdelsa fiorentina”.

Il ventre di Linari conserva tracce del suo glorioso passato a partire dall'età etrusca. Del Castello di Linari, posto, come suggerisce l'origine latina del toponimo Linearis, sul margine del contado fiorentino, dirimpettaio di Colle Val d’Elsa e San Gimignano, si ha notizia dalle prime testimonianze che risalgono al 1070, contenute negli archivi e nei documenti della vicina Abbazia di Badia a Passignano. I Cadolingi di Fucecchio furono i primi proprietari del castello, ma la forte personalità, vocata all'autonomia e all'indipendenza istituzionale, si fece avanti e divenne scrittura ufficiale nel 1270, quando Linari, gestito da modesti proprietari e lavoratori della terra, con 1.500 abitanti all'attivo, si costituì comune libero. Come terra contesa dai regimi feudali prima e comunali poi, parallela alla via Francigena, non mancano a Linari momenti di celebrità. Il genio Leonardo da Vinci la cita a proposito della riconquista di Niccolò da Tolentino, di cui conosciamo l’audacia e la forza militare nelle opere più celebri di Andrea del Castagno e Paolo Uccello.

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Pubblicato il 22 gennaio 2022

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