Inaugurato il Monumento della Liberazione di Tavarnelle e il parco dedicato al partigiano Alfredo Enrichi

Intensi gli interventi del sindaco David Baroncelli, del presidente del Consiglio comunale Alberto Marini, del direttore dell'Istituto storico della Resistenza e dell'età contemporanea in Toscana Matteo Mazzoni, dal presidente Anpi di Barberino Tavarnelle Adelmo Franceschini

 BARBERINO TAVARNELLE
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Memoria, responsabilità, solidarietà. Il dovere del ricordo, collettivo, duraturo da tenere in vita attraverso le testimonianze, l’attività di ricerca e studio e il coinvolgimento attivo delle nuove generazioni. Il senso di responsabilità che il cittadino è chiamato ad esercitare ogni giorno nelle proprie scelte di giustizia, umanità, libertà. Il principio della solidarietà, forgiata nel passato da chi si oppose alle ‘leggi’ della sopraffazione, stretto alla cultura del dialogo del presente da un legame, un ponte di valori da difendere e tramandare che resiste e si rinforza a distanza di 78 anni. E’ dalla sintesi espressiva di questi tre temi che il Comune di Barberino Tavarnelle ha tratto ispirazione per dare vita ad un memoriale e ad un parco dedicato alla Liberazione di Tavarnelle dall’occupazione nazifascista, avvenuta il 23 luglio 1944. Un giorno di gioia e di dolore allo stesso tempo.

“La mattina del 23 luglio alle ore 7 tre compagnie del battaglione Maori delle truppe neozelandesi entravano a Tavarnelle.  Nella notte i nazisti si erano ritirati lasciando il paese minato pieno di macerie e desolazione. Dopo le sofferenze dall’occupazione nazista Tavarnelle è libera”. Sono parole destinate ad acquisire perennità, a durare nel tempo, impresse, scalfite nella memoria della comunità e nella pietra marmorea del Memoriale che questa mattina l’amministrazione comunale ha inaugurato in via XXIII luglio, nel centro abitato di Tavarnelle, insieme a tanti cittadini, rappresentanti delle associazioni locali, forze dell’ordine.

Insieme al monumento il sindaco David Baroncelli ha scoperto la targa che segna la rinascita dei giardini pubblici del complesso residenziale di via XXIII luglio con il nome, la statura morale e il coraggio di Alfredo Enrichi, detto Nicche. Uno dei protagonisti della Resistenza toscana, un uomo pieno di umiltà e senso del dovere, conosciuto e amato dalla comunità di Barberino Tavarnelle per aver lottato in nome della libertà, della difesa e dell’affermazione della dignità umana. La cerimonia, che ha visto la partecipazione della figlia Valeria Enrichi, è stata accompagnata dalla formazione bandistica di Marcialla, la Filarmonica Giuseppe Verdi, diretta da Adriano Scoccati. L’evento, organizzato dal Comune in occasione del 78mo anniversario della Liberazione, è stato arricchito dagli interventi del presidente del Consiglio comunale Alberto Marini, dal direttore dell’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea in Toscana Matteo Mazzoni, dal presidente Anpi di Barberino Tavarnelle Adelmo Franceschini.

All’iniziativa hanno preso parte il sindaco Roberto Ciappi con il gonfalone del Comune, il consigliere regionale Massimiliano Pescini, il luogotenente dei Carabinieri di Barberino Tavarnelle Giuseppe Cantarero, il parroco Don Franco del Grosso, gli assessori Roberto Fontani, Tatiana Pistolesi, Marina Baretta, Anna Grassi, il presidente del Consiglio comunale Alberto Marini e alcuni consiglieri comunali di Barberino Tavarnelle tra cui Barbara Guazzini, Francesco Tomei, Edoardo Nesi, Giulio Cretti, Giannino Pastori. L’iniziativa si è conclusa con la benedizione dell’area del parco da parte di don Franco Del Grosso.

GLI INTERVENTI

“Occorre ricordare la nostra Liberazione come un giorno di dolore e liberazione allo stesso tempo - sottolinea il sindaco David Baroncelli - mentre la popolazione, stremata dalla sofferenza della guerra, si riaffacciava nelle strade per festeggiare la fine della guerra e l’arrivo degli alleati, le truppe neozelandesi che erano entrate a Tavarnelle già dalla mattina del 23 luglio, la sera all’imbrunire venivano barbaramente fucilati dodici uomini, strappati alle loro famiglie e trucidati a colpi di mitraglia in una radura nell’area di Pratale, sangue innocente sparso tra i boschi del nostro territorio che abbiamo l’obbligo di ricordare insieme alla nostra comunità, protagonista di un percorso teso a valorizzare la memoria corale”.
“Rievocare la strage, uno dei tanti eccidi commessi dai nazisti in Toscana - continua - è un impegno morale e civico che va di pari passo con il ricordo intenso del nostro partigiano, Alfredo Enrichi, simbolo del senso del dovere al tempo della Resistenza, quel principio che spinse tantissimi giovani, donne e uomini a dire di no alla violenza e a lottare contro l’oppressione nazifascista”.

Tra gli intervenuti il presidente del Consiglio comunale Alberto Marini che ha ripercorso il vissuto del partigiano ricostruendone in breve l’attività e l’impegno nell’ambito della lotta armata contro il nazismo. “Una persona di altissimo valore, accogliente e generosa, che incarnò l’essenza della Resistenza, fermo e coerente nelle proprie convinzioni agli ideali di libertà, democrazia, giustizia, un cittadino che ho avuto l’onore di conoscere e che non ha mai rinunciato, fino agli ultimi istanti della sua vita, al desiderio di condividere, diffondere quanto vissuto e favorirne la conoscenza soprattutto tra i giovani”.

“Da questi drammatici fatti emergono due lezioni di vita - ha precisato Matteo Mazzoni, direttore dell’Istituto storico della Resistenza e dell’età contemporanea in Toscana - la prima è che dalle macerie si può risorgere ed è bene avere questa consapevolezza oggi nel difficile tempo che stiamo vivendo, la seconda è che per farlo occorre compiere la scelta giusta a favore dei principi di umanità e solidarietà come fece il partigiano Nicche e tantissimi altri. I partigiani lottarono e misero a repentaglio la propria vita per scacciare il fascismo e il nazismo. I tanti che resistettero protessero i più deboli, ripristinarono il principio di solidarietà, si aiutarono reciprocamente, in quel fare la scelta giusta e portare avanti i principi di libertà e giustizia c’è la carta d’identità della nostra Repubblica, il fondamento della Carta Costituzionale”.

“Il partigiano Nicche ha contribuito a costruire un futuro di valori, principi, memorie - ha aggiunto il presidente Anpi di Barberino Tavarnelle Adelmo Franceschini - su cui oggi abbiamo il dovere di riflettere, luoghi e monumenti come questi, per i quali ringrazio l’amministrazione comunale ed in particolare il sindaco David Baroncelli, ci stimolano, ci invitano a comprendere, ci impongono la responsabilità delle scelte, ci rivelano quanto importante sia rievocare la Liberazione e i temi che ne sono derivati e tradurre la nostra Costituzione in una cassetta degli attrezzi per vivere con dignità, mettendo in pratica i principi di fratellanza e pace”.

Dai giorni di sofferenza, dalle macerie del 23 luglio 1944, non è rimasto solo pianto. A Tavarnelle si è trovato il coraggio di risorgere e portare avanti scelte di libertà: uomini in armi e civili, donne e anziani hanno ricostituito la fraternità nel bisogno. Sono, siamo, risorti aiutandoci l’un l’altro. “E’ la lezione più importante - conclude il sindaco David Baroncelli - che occorre mettere al centro di un impegno culturale e pubblico, oggi e domani, senza interruzione di continuità”.

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Pubblicato il 23 luglio 2022

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