Musei Vs Alzheimer, quando la cultura aiuta le capacità cognitive delle persone anziane

«E’ per noi motivo di orgoglio – sottolinea il Vicesindaco con delega alla Cultura, Claudia Centi – presentare i risultati di questo progetto, particolarmente impegnativo per il numero di musei e per le strutture assistenziali coinvolte, che hanno lavorato insieme per far sì che i Musei assolvano anche a un’importante funzione di inclusione sociale, migliorando la qualità della vita delle persone anziane»

 
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Esiste un legame diretto, come è noto, tra Musei e Turismo. Ma da alcuni anni, grazie all’impegno di alcune strutture museali all’avanguardia sul versante dell’accessibilità, ne sta emergendo un altro, non meno importante: la possibilità di rallentare il decadimento cognitivo delle persone anziane, stimolando quelle capacità emotive e creative che non risultano danneggiate da malattie anche gravi, come l’Alzheimer. Una funzione, dunque, di grande rilevanza sociale.

A questo obiettivo hanno lavorato ben sei musei dell’Unione dei Comuni dell’Empolese Valdelsa, ne avevamo parlato lo scorso dicembre. Domani pomeriggio (martedì 30 maggio, ore 15.00) al Museo Be.Go. di Castelfiorentino verranno presentati i risultati del progetto “Musei per l’Alzheimer. L’allargamento della rete dei Musei dell’Empolese Valdelsa per le persone con Alzheimer e che se ne prende cura”. Un’occasione per fare festa ai sessanta anziani che hanno partecipato al progetto (è anche prevista, per loro, una merenda finale), ma anche un’opportunità di verifica degli incontri seminariali che si sono tenuti nei vari musei nei mesi di gennaio-febbraio di quest’anno, in modo da condividerne le conclusioni con i familiari e gli operatori (caregiver). Nel corso della serata, è prevista anche la proiezione di un video e sarà presentato un blog dedicato.

Come si ricorderà, il progetto ha preso il via per la prima volta nell’Empolese Valdelsa nel 2014, grazie ad una proposta elaborata dal Museo Be.Go. sulla base del metodo TimeSlips, sperimentato al MoMa, Chicago Art Institute e al Louvre, coinvolgendo in seguito altri musei della zona. Nel 2016, infine, il nuovo progetto finanziato dalla Regione Toscana che è stato realizzato dal Museo Be.Go. di Castelfiorentino, dal Museo della Ceramica di Montelupo Fiorentino, dal Palazzo Pretorio di Certaldo, dal Museo Amedeo Bassi di Montespertoli, dal MuVe Museo del Vetro di Empoli, dal MuMeLoc di Cerreto Guidi, in collaborazione con le RSA, le Case di Riposo e i Centri per Anziani dei Comuni dell’Empolese Valdelsa.

L’evento in programma domani pomeriggio è a ingresso libero e tutti possono partecipare, a partire da quanti hanno in famiglia una persona anziani con problemi di decadimento cognitivo.

«E’ per noi motivo di orgoglio – sottolinea il Vicesindaco con delega alla Cultura, Claudia Centi – presentare i risultati di questo progetto, particolarmente impegnativo per il numero di musei e per le strutture assistenziali coinvolte, che hanno lavorato insieme per far sì che i Musei assolvano anche a un’importante funzione di inclusione sociale, migliorando la qualità della vita delle persone anziane. Il Museo Be.Go. ha svolto un ruolo pionieristico nella nostra area, maturando un’esperienza che adesso è in grado di mettere al servizio di altre strutture museali. Ricordo che appena due settimane fa, il Be.Go. è stato invitato a Empoli a un convegno di tre giorni dedicato alla costruzione di “una rete sociale per l’Alzheimer”, in cui è intervenuto sul progetto di rete Musei per l’Alzheimer. Dei risultati ci sarà comunque modo di parlare più nel dettaglio nell’incontro di martedì pomeriggio».

Pubblicato il 29 maggio 2017

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